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Out of my window di Alice Gioia

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Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/9

Cocaina


"Io sono il mercato – Come trasportare cocaina a tonellate e vivere felici".

Il titolo sembra uno scherzo. Oppure uno di quei libri da bestseller in autogrill, uno di quelli con cui ti fai due risate sotto l'ombrellone.
A me l'hanno regalato per suggerirmi una valida alternativa alla mia futura laurea in Scienze Filosofiche, tanto per cambiare. Altro che call center.

E invece è uno dei saggi più lucidi e spietati sul commercio mondiale della cocaina. L'ultima fatica di
Luca Rastello, che tutti ricordiamo per "Piove all'insù" e per i lavori sulla guerra nell'ex-Jugoslavia.
Un racconto-documentario che, attraverso la voce narrante di un re del narcotraffico contemporaneo, ripercorre la storia della droga, dai tempi d'oro di Pablo Escobar a oggi, passando per i successi e i fallimenti della Dea e della War on Drugs. Senza farsi mancare un'aneddottica dal sapore leggendario.

Il titolo, in alternativa, avrebbe potuto essere "Metodologia e tecniche del narcotraffico": organizzato in vere e proprie lezioni a tema (da "La crisi del sistema-corruzione anni Ottanta e la guerra dei cartelli colombiani" ad "Agire autonomamente: io, manager dei grandi trasporti"), il libro sviscera un'economia mondiale fatta di transazioni, accordi, logistica. E controllata da veri e propri manager, i sistemisti, ossia coloro che riescono a inventare e gestire sistemi per un trasporto rapido, efficiente, sicuro. Perchè non è la merce a essere immorale, o cattiva; ma il mercato.
E questo è un mercato che coinvolge l'intero complesso dell'economia mondiale.

"Secondo il rapporto 1999 del Centro di Investigazione e Sicurezza Nazionale USA, "se il narcotraffico venisse debellato, l'economia degli Stati Uniti subirebbe perdite comprese tra il 19 e il 22 per cento, mentre quella messicana vedrebbe un crollo del 63 percento"
(..)
"Il nero prodotto dalle armi, dalla coca, non viene usato solo dai narcos, ovviamente. Va in giro per il mondo a pagare tutti i più sporchi affari. Ma anche i più puliti. È il totalitarismo del capitale. E io, là dentro, ci sto benissimo"

Luca Rastello, "Io sono il mercato" (Chiarelettere, Milano 2009)