Out of my window - Out of my window

Out of my window di Alice Gioia

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Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/8

"Niente durerà in eterno, è risaputo. Sul Pianeta c'è bisogno di spazio.
Lo stabilisce la fisica, lo insegna la biologia. Nessuno ci crede davvero.
Salta su uno e dice: ragazzi, qua finisce il petrolio. La gente a casa lo guarda e mormora: finisce? In che senso? Se finisci il burro, vai e lo ricompri.
Salta su un altro e fa: gente, l’ozono si sta consumando. Allora i consumatori si guardano perplessi, cercando di pensare all’ultima volta che hanno consumato qualcosa. I pantaloni si cambiano perché passati di moda. La tele si cambia perché non è ultrapiatta. Il frigo si cambia perché non merita riparazioni.
Poi un giorno salta su la Morte. Non dice niente: fa il suo lavoro e basta. La gente a casa chiede il replay. I consumatori, la moviola del colpo. Non c’è una volta che lo vedano partire.
Per fortuna, quasi tutto ha la sua alternativa. Sempre che qualcuna altro non l’abbia già brevettata.
Certe sono immediate, altre richiedono tempo. Se manca la luce elettrica, accendi una candela. Se abbatti un albero secolare, ti servono un seme più altri cent’anni. Se stermini le tigri, devi ripartire dal Big Bang.
E se invece di un solo pacchetto di cartine me ne portavo dieci, adesso non stavo qui, con ganja e tabacco già pronti sulla mano, per di più insidiati da folate di vento, a strappare la prima pagina dell’Odissea e arrangiarmi con quella. Con tutto che non l’ho ancora imparata a memoria e pare che certa cellulosa sia addirittura cancerogena."

(Guerra agli umani, Wu Ming 2, Einaudi 2003. Che, grazie al copyleft, potete trovare qui)

Questo è uno dei tanti pensieri profondi che attraversa la mente di Marco “Wandel”, aspirante troglodita, appena prima di incontrare un cinghiale dallo strano comportamento. Ma, in questo libro, non è il solo. C’è Marco, appunto, che lascia la città per rifugiarsi in una grotta sugli Appennini, in compagnia di un walkman e di un po’ di pile. Poi Gaia, una barista rabdomante in cerca del suo cane, Charles Bronson. E Sidney, un clandestino nigeriano alle prese con la malavita. Il tutto condito da un gruppo di ecoterrorristi, decisi a dare guerra agli Umani.

Come era già successo con "Q", anche “Guerra agli umani” ha un alone quasi profetico. E, tra comicità e tragedia, non può che farci riflettere, ora più che mai.