Out of my window - Out of my window

Out of my window di Alice Gioia

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Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/3

Dove eravamo rimasti? Ah, già, al libro da wc. Indispensabile. Devo ammettere che, in questo momento, non ho tanto tempo per godermelo appieno. E quindi sto rileggendo un libro che ho già letto un paio di volte. In parte perchè mi piace molto, in parte perchè, anche se perdo il filo, tanto so già come va a finire.

È un Baricco. Uno dei tre (insieme a Oceano mare e Castelli di rabbia) per cui, all'epoca, ho perso il sonno.

Un libro che ti toglie il fiato, come le curve a folli velocità sul tracciato della Millemiglia. Che ti guida sulla strade, anzi sulle strade, dei personaggi. Tutti, indiscriminatamente, innamorati di un'idea.
Attraverso il sogno di Ultimo Parri e del padre, Libero, che all'inizio del Novecento ha venduto le sue venti mucche per aprire un garage in mezzo alla campagna torinese, aspettando il motore rombante di un'automobile.
Nella follia della Grande Guerra, in cui niente sembra avere senso.
Nei deliri di Elizaveta.

"Adesso sapeva che per quanto la terra tutta si fosse data una gran pena a confondere ogni orizzonte, così lineare e semplice era stata la loro strada, e pulita oltre ogni dire. Era sembrata, a tanti, una follia e invece era stato solo un gesto esatto, strappato al caos dell'accadere, e compiuto insieme. Non c'è nulla, pensò, nulla come essere qui, in questo momento. A mettere in ordine il mondo."

(Alessandro Baricco, Questa Storia, Fandango libri, Milano 2005)