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Out of my window di Alice Gioia

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Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/1

Incomincio oggi una rubrica speciale, che cercherò di far uscire ogni sabato. E la inauguro con una frase di Nietzsche. Perchè non so se a voi è mai capitato, ma a me succede spesso. D' imbattermi in un libro, intendo. Per caso, per fortuna, perchè l'ho cercato, l'ho inseguito in ogni biblioteca. Perchè me l'hanno prestato. Perchè l'ho trovato in giro.
Lo ammetto, è una rubrica autoreferenziale. Un'ode banale, forse, a chi mi accompagna ogni giorno, da quando ho imparato a tenere in mano un libro per il verso giusto. Un omaggio alle due pagine che mi cullano tutte le sere, senza le quali non riesco a prendere sonno. Ma che, perchè no, potrebbe diventare uno spazio di discussione. Per tutti coloro che sono interessati, che hanno libri da (s)consigliare.

Inizio con lo stralcio di un libro che ho ricevuto da poco, con un "in bocca al lupo" e una pacca sulla spalla. E ne approfitto per ringraziare chi me l'ha regalato. Perchè, in un mondo di immagini, ci vuole coraggio a regalare parole. E non è facile, tra l'altro, azzeccare quelle giuste.

La poesia
Le poesie vanno sempre rilette,
lette, rilette, lette, messe in carica;
ogni lettura compie la ricarica,
sono apparecchi per caricare senso;
e il senso vi si accumula, ronzio
di particelle in attesa,
sospiri trattenuti, ticchettii,
da entro il cavallo di Troia.

(da Valerio Magrelli, Didascalie per la lettura di un giornale, Giulio Einaudi Editore, Torino 1999)

Commenti

Che iniziativa interessante. Speriamo tu abbia la volontà ed il tempo di mantenere la tua promessa. Considera anche www.anobii.com, di cui ho letto su Nova di giovedì scorso. Non ci sono tanti allitteranti Bastiano Baldassarre Bucci in giro.