Out of my window - Out of my window

Out of my window di Alice Gioia

RSS Feed

Dorian Gray del Terzo Millennio

"La vita vince la morte, poichè non muore in nessun morire, ma nel morire, anzi, eternamente ritorna a vivere" (Nietzsche)

“La vita dello Spirito è ciò che sopporta la morte e in essa si mantiene. (…) La verità è ritrovare sé nella devastazione” (Hegel)

Dorian_gray

"Ma io non so." dice E. scuotendo la testa "Una arriva a quell’età lì, e dovrebbe essere una vecchietta a cui  portare rispetto. Invece si concia così, e si fa ridere dietro da tutti quanti."

Il soggetto a cui è rivolto il commento della mia amica è una sessantenne (forse?!), molto truccata e molto tirata. In tutti i sensi. Sfoggia un sorriso al silicone sotto occhi spalancati e zigomi al botulino. Peccato che la pelle rugosa del collo la tradisca impunemente.

Facile parlare, quando si ha vent’anni, quando ci si guarda ancora allo specchio senza avere il terrore di imbattersi in una ruga (casomai in qualche brufolo fuori stagione). Poi arrivano gli anni, il peso della vecchiaia. E in un mondo ogni giorno di più basata sull’immagine, bisogna stare al passo coi tempi. Tirare qui, sistemare là. Spianare rughe e alzare decollté.

Come tante Dorian Gray terrorizzate dallo scorrere del tempo, sempre più persone (e non solo donne, anzi!), cercano conforto nella chirurgia estetica e nei vari derivati, sperando di immortalare una giovinezza che in realtà risulta finta e forzata.

Peccato che il fenomeno "chirurgia plastica" non sia solo un vezzo di qualche donna in là con gli anni.  Proprio l’altro giorno ne  ho incontrata una poco più grande di me: labbra spumose, gonfie sotto la patina scintillante del lucidalabbra.

Quando gli racconto tutto questo, M. scoppia a ridere e mi dice: "pensa quando gli archeologi, tra centinaia di anni, troveranno tutto quel silicone nelle nostre tombe…penseranno che siamo tutti uomini bionici!".

Vi lascio quindi con quest’immagine grottesca, anche per riderci un po’ su: un’equipe di ricercatori, con tanto di piccone ed elmetto protettivo, in una landa deserta e polverosa. Che si rigirano fra le mani delle protesi mollicce, commentando fra loro, alla Obelix: "tutti pazzi, questi uomini del Terzo Millennio!".