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Out of my window di Alice Gioia

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Davide vs. Golia

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“Ragazzi, non raccontate solo brutte notizie. Provate anche a scrivere qualche bella storia”: un altro consiglio firmato David Randall.

Una bella storia da raccontare ce l’ho, in effetti. E inizia da un asterisco rosso, che segnala la posizione di Pavia su una cartina grigia dell’Europa. È quello che vi troverete davanti sulla pagina di presentazione del team dei ricercatori pavesi sul sito dell’ iGEM (international Engineered Machine competition) di Boston. Perché, mentre per ovvie ragioni tutti sanno dov’è Princeton o Harvard o Melbourne, giusto per citarne alcuni, difficilmente uno straniero sa collocare Pavia su una cartina geografica.
Ma sto saltando dei passaggi. Il vero inizio è nel gennaio 2003, periodo in cui al MIT di Boston partiva un corso sperimentale di biologia applicata. Un corso che si è ben presto tramutato in una competizione estiva, ampliatasi di anno in anno, fino a coinvolgere nell’edizione 2008 ben 84 team di studenti e ricercatori provenienti dalle più importanti università del mondo. Il progetto è molto semplice. Si tratta di fornire ai vari team, selezionati sulle basi dei curricula dei loro componenti e sull’attrezzatura tecnologica messa a disposizione (laboratori e apparecchiature, per intenderci), un “kit of biological parts” sul quale i nostri eroi lavorano durante l’estate. I risultati finali sono poi presentati all’ iGEM Jamboree, tenutosi lo scorso novembre nella sede del MIT.
Lo so, vi sto tenendo sulle spine. Vi state chiedendo cosa c’entrino i sotterranei scalcinati in cui hanno sede i laboratori di ricerca dell’Università con il prestigioso MIT di Boston. C’entrano perché l’ “iGEM will challenge you”: partecipare a questa prestigiosa competizione è una sfida rivolta agli studenti di tutto il mondo. E perché il prof Paolo Magni, docente di Informatica Biomedica all’Università di Pavia, ha pensato di raccoglierla. Insieme alla professoressa Maria Gabriella Cusella, docente di Anatomia, a due giovani laureandi e una ricercatrice (Lorenzo Pasotti, Mattia Quattrocelli e Daniela Galli), il prof Magni si è lanciato in questa mission impossible: competere con i più grandi atenei internazionali, dotati (loro!) di ingenti risorse e team composti da decine di persone. Ma il nostro progetto era valido, anche se non avevamo i gadget e le t-shirt firmate dagli sponsor. E così “UNIPV” non solo è arrivata finalista, ma si è pure meritata una medaglia d’argento. Un entusiasta prof Magni parla di “Davide contro Golia”: “come nelle più belle storie, Golia non ha umiliato Davide. Che invece si è tolto delle gran soddisfazioni”.