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06/08/09

Riflessi

Un racconto apparso qualche giorno fa sulla Provincia Pavese :)

Lo colpì un riflesso.
Un gomito riflesso in un occhio azzurocielo, increspato di verde.
Una mano attaccata al gomito. Il viso nascosto dal grandangolo di una macchina fotografica.
Dietro al gomito, il profilo sottile di un cavalletto. In cima, una luce bianca.
Uno studio fotografico riflesso in un occhio fotografato.
La mano invisibile, che non si dovrebbe vedere. E che invece c’è, impigliata in un battito di ciglia.

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CATEGORIE: Scrittura creativa

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01/08/09

Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/16

Strano ma vero, sono riuscita a far sparire un post. Misteri della tecnologia, che non voglio indagare. Lo rimetto, perchè meritava.

Era un piccolo omaggio al mio concittadino Romano Augusto Fiocchi, che ha vinto il primo premio nella sezione racconti della VIII edizione di “IneditoTO 2009”, Premio Città di Chieri e Colline di Torino, organizzato dall’associazione Il Camaleonte.

“Il gatto del soldato”  è un racconto molto intenso, che denuncia gli orrori della guerra in Iraq attraverso gli occhi di un gatto un po’ speciale. Una fiaba in stile Piccolo Principe, ambientata ai giorni nostri.

Romano Augusto Fiocchi ha pubblicato 86 racconti in quattro raccolte e un romanzo. L’ultimo lavoro dato alle stampe, “La leggenda delle perle di fiume” (Edizioni Cardano), è dedicato al pittore pavese Pasquale Massacra.

Scarica Il gatto del soldato - Premio InediTO 2009

CATEGORIE: Libri

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28/07/09

Curare i particolari

PD, Segreteria nazionale. Telefono che squilla a vuoto. Poi parte la solita "Don't worry, be happy".
I nostri operatori sono momentaneamente blabla. Rimanga in linea. Bla.
Rimango in linea.
E infine la rivelazione: riparte il nastro della segreteria.
"DL Margherita. I nostri operatori non rispondono".

Voglio dire, inutile stupirsi, se in più di due anni non sono riusciti a cambiare il nastro della segreteria telefonica...

CATEGORIE: opinioni brevi

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22/07/09

Ho scritto "ti amo" sul metrò

Fragili e improbabili storie d’amore acquattate su tram, autobus, metro.
Parole senza Maiuscole e frasi allusive, spezzate, su sfondo arancione.
È la nuova campagna d’autore anti vandalismi, con cui Atm sta tappezzando Milano. Un modo “creativo”, anche se a mio parere un po’ forzato, per scoraggiare gli imbrattatori di fiancate, gli abbandonatori di giornali, gli insozzatori di sedili.
Marketing e strategie, quando basterebbe un minimo di educazione.
E, mi raccomando: se l'amore "è una storia di civiltà", per favore niente dediche sugli autobus. A volte un messaggino è più efficace.

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20/07/09

Non ci sono più le famiglie cristiane di una volta...

Un'altra curiosità dal mondo del web: anche i supercattolici si adeguano alla modernità fluida delle relazioni on-line, e danno vita a un Meetic (se mi si consente il gioco di parole) nel segno della croce. Si chiama Teotokos, e funziona proprio come un sito di incontri: ti iscrivi, aggiorni la tua pagina personale, chatti con gli amici e, chissà, con un potenziale compagno di vita. Rigorosamente single e cristiano/a, che condivida "comuni valori d’impegno, di rispetto e d’apertura".
Non c'è che dire: anche gli oratori sono diventati out.

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17/07/09

Yes We Facebook

Ebbene sì, anche i nostri impolverati politici hanno imparato ad usare la tecnologia (o, almeno, lo fanno i loro portaborse).

Ecco la classifica dei politiscians più in auge, sempre aggiornata. Nel caso non sapeste con chi chattare...

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15/07/09

Woodstock Generation

Woodstock  

Insomma, se devo essere sincera io sono uscita dalla mostra con un po’ di mal di testa. Anche se mi sa che questo era uno degli obiettivi dei curatori: ricreare, in pochi metri quadri, il frastuono e la confusione dei grandi concerti, con la musica sparata a palla, da Jesus Christ Superstar agli ultimi brani di Madonna. Perché in effetti “Woodstock- The After Party” non parla solo del memorabile evento del ’69, anzi: parte da quello, per sviluppare un percorso visivo e uditivo (soprattutto uditivo) attraverso la storia dei raduni musicali più significativi degli ultimi quarant’anni. Da Live Earth a Ozzy Osbourne, passando attraverso i vari memorial del Woodstock originale: generazioni di giovani a confronto mentre saltano e si sgolano davanti a un palco.
E mentre cambiano le mode musicali e il dress code, per non parlare degli ideali (basti pensare che nell’edizione del 1994 di Woodstock, tra i rifiuti rimasti sul posto campeggiavano centinaia di bottiglie di Coca Cola, status symbol del consumismo made in USA), rimane un’unica costante: l’enorme giro di profitti che si nasconde dietro a questi eventi, come del resto hanno dimostrato gli ultimi avvenimenti legati alla scomparsa di Michael Jackson.
Per il resto, tanta droga, a volte sesso, sempre meno rock’n’roll.

Da non perdere, comunque, la rassegna cinematografica organizzata dalla rivista Nick, nel cortile della Triennale. La location è un po’ radical chic, ma tant’è.


Rassegna Cinematografica «Generations. Film d’amore, rabbia, ribellione»

16 luglio: ore 21.30, «Fighting» di Dito Montiel (Usa, 2009, 105’)
23 luglio: ore 21.30, «Al di là di tutti i limiti» di Marek Kanievska (USA, 1987, 98’)
30 luglio: ore 21.30, «Gioventù, amore e rabbia» di Tony Richardson (UK, 1962, 104’)
6 agosto: ore 21.30, «Southland Tales» di Richard Kelly (USA, 2006, 144’)
27 agosto: ore 21.30, «Amore tossico» di Claudio Caligari (Italia, 1983, 90’)
3 settembre: ore 21.30, «Les Amants Reguliers» di Philippe Garrell (Francia, 2005, 178’)
10 settembre: ore 21.30, «Germania in autunno», film collettivo (Germania, 1978, 123’)
17 settembre: ore 21.30, «Guida per riconoscere i tuoi santi» di Dito Montiel (USA, 2006, 100’)

Dj-set, dalle 19
16 luglio: Crookers + Nick Sarno
23 luglio: Fabio De Luca
30 luglio: Andy (Bluvertigo)
6 agosto: Marco Rigamonti
27 agosto: Marco Rigamonti
3 settembre: Saturnino
10 settembre: Lele Sacchi
17 settembre: evento di chiusura

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14/07/09

Sciopero dei blog

SCIOPEROBLOG14LUGLIO

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13/07/09

Una nuova inchiesta made by Step1

Rilancio la notizia degli amici di Step1 (e colgo l'opportunità per fare i complimenti per il successo al Premio Ischia Blog, presieduto da Cristina Sivieri Tagliabue).

Nella città che ha sfiorato il dissesto finanziario, il Comune paga ai privati più di 2 milioni e 200mila euro all’anno per ospitare i propri uffici, mentre alcuni immobili di sua proprietà versano in condizioni d’abbandono. Step1 presenta la terza video inchiesta del laboratorio diretto da Rosa Maria Di Natale.

CATEGORIE: dal mondo, Giornalismo

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11/07/09

Da quali stelle siamo caduti, per raggiungerci quaggiù?/15

Zucconi
(Uno scatto rubato a Vittorio Zucconi e a Lalage, il pollo viaggiatore, al Festival del Giornalismo di Perugia)

Innanzitutto mi scuso per la lunga assenza, ma il lavoro mi ha tenuta lontana dal pc. In compenso, costretta alla pendolarizzazione forzata, ho avuto modo di leggere abbastanza, appollaiata sui treni in perenne ritardo o sobbalzando sulla 43 (mai puntuale come la 94, come sentenziava una signora qualche mattina fa).
Ricominciamo con un libro molto agile e veloce, “Sta a vedere che ho un figlio italiano” (Mondadori), scritto da Jeff Israely. corrispondente in Italia per il Time.
Una lettura piacevole, ma non indispensabile. Getta qua e là spunti interessanti e divertenti, come spesso accade quando per un attimo ci si toglie i nostri panni (in questo momento sudaticci, vista la stagione) e ci si guarda con gli occhi dell’altro: un modo per sorridere delle nostre piccole idiosincrasie, delle nostre abitudini sbruffoncelle (dalla guida nel traffico alle pappine per i nenonati). Ma che, inevitabilmente, riesce anche a scivolare nella banalità dei discorsi sul cibo, sulla famiglia, sull’educazione, sui rapporti tra vicini di casa: tutte caratteristiche per cui noi italiani dal sangue caldo ci differenziamo rispetto al resto del mondo. Un’analisi che poteva andare bene trent’anni fa, forse, ma che non tiene assolutamente conto dei cambiamenti recenti e delle nuove generazioni. Inutili anche certi sproloqui sul patriottismo americano, e in particolare undicisettembriano: come se noialtri davanti alle tragedie non ci sentissimo italiani.

Di gran lunga migliore (anche se ovviamente questo verrà letto come un gesto di raro patriottismo italiano) “L’aquila e il pollo fritto” (Mondadori), in cui Vittorio Zucconi dà il meglio di sé. Non mi dilungo sulla prosa dell’autore e sull’acutezza di certe battute, che tanto non ne ha bisogno; in compenso, sottolineo quello che manca al buon Israely: un’analisi profonda della realtà economica, sociale e politica degli USA, vista con gli occhi di un padre e di un nonno che non si lascia sfuggire nemmeno una cifra, pur mantenendo il ritmo narrativo e riuscendo a raccontarci un bel po’ di fatti suoi. Ovvio che, al confronto, le descrizioni che Israely dà di alcuni momenti della scena politica italiana, inframmezzati da corse all’ospedale e ricette di parmigiane, sembrano decisamente riduttive.

Va bene, avrete capito che “Sta a vedere che ho un figlio italiano” non mi è piaciuto molto; ma per confermare l’ennesimo pregiudizio sul cerchiobottismo e sul ma-anchismo italiota, chiudo con un complimento. Unica nota lirica e bellissima: il capitolo sull’immigrazione, in cui riprende la storia a lieto fine di un clandestino sbarcato a Lampedusa, da lui intervistato per una rivista straniera. Finalmente lo sguardo di un vero immigrato sulla nostra piccola Italia, ruffiana e qualunquista.

CATEGORIE: Libri

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